Diritto fallimentare

Diritto fallimentare

Il diritto fallimentare è una branca speciale del diritto, che si innesta tra il diritto commerciale e il diritto processuale civile. Attraverso il diritto fallimentare viene disciplinata la procedura concorsuale, ossia, quell’ insieme di norme che prevedono il concorso dei creditori nella ripartizione della massa attiva della società divenuta insolvente. Infatti, “l’insolvenza si manifesta con inadempimenti ed altri fatti esteriori, i quali dimostrino che l’imprenditore non è più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni”, come stabilito dall’art. 52 della Costituzione Italiana.

Questa è una materia speciale perché detta le norme da applicare quando il patrimonio imprenditoriale non riesce più a far fronte ai debiti verso i creditori in modo completo e regolare. La procedura concorsuale, pertanto, entra in gioco solo quando l’impresa commerciale si trova in uno stato di grave dissesto economico all’esito di una dichiarazione giudiziale.

In linea di principio si può affermare che questa branca del diritto mira alla liquidazione del patrimonio ancora presente nella società, allo scopo di soddisfare i creditori attraverso il principio giuridico della par condicio creditorum.

Tuttavia, esistono delle procedure alternative per la gestione della crisi aziendale attuabili prima del dissesto economico definitivo: piano attestato di risanamento, accordo di ristrutturazione dei debiti e concordato preventivo, i quali offrono l’opportunità di gestire le obbligazioni della società in crisi e risanare l’impresa prima di una decozione irreversibile.

Il diritto fallimentare è regolato dal Regio Decreto 16 marzo 1942 n. 267. Con il Decreto Legge n. 35/2005 si è verificato un primo rinnovamento della Legge Fallimentare attraverso l’introduzione del concordato preventivo e l’attenuazione del principio della par condicio creditorum. Con il Decreto Legge n. 5/2006 sono stati fatti ulteriori interventi normativi attraverso l’introduzione di un maggior numero di soggetti non sottoponibili alla procedura fallimentare, la riduzione dei tempi procedurali, l’assegnazione di un ruolo maggiore al curatore fallimentare ed al comitato dei creditori e l’introduzione dell’esdebitazione.

L’evoluzione di questa materia, infatti, ha portato il diritto fallimentare ad occuparsi delle imprese in crisi entrando in azione per la risoluzione mediante l’istituto della suddetta esdebitazione attraverso cui l’imprenditore meritevole viene liberato dai debiti con conseguente inesigibilità dal debitore dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito di una procedura concorsuale.

Ma la più importante riforma mai varata in ambito fallimentare è l’attuale introduzione del nuovo “Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza”.

I principi ispiratori dell’architettura della riforma hanno portato all’eliminazione della parola “fallimento”, come concetto che gettava discredito sull’imprenditore, in favore di una funzione riabilitativa dell’imprenditore attraverso l’utilizzo della nozione “liquidazione giudiziale” e dei sistemi predittivi del looking forward approach e early warnings, controllo sulla sostenibilità finanziaria delle imprese con l’introduzione degli “indicatori della crisi”, cioè “campanelli d’allarme” in grado di evidenziare e prevenire situazioni di pericolo per la stabilità aziendale.

Tuttavia, il sopraggiungere della pandemia ha portato dei rallentamenti nell’entrata in vigore complessiva del nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza e delle sue novità in tema di looking forward approach e early warnings. In particolare il D.L. n. 118/21 prevede il rinvio dell’entrata in vigore del Titolo I del Codice di cui al D.Lgs. n. 14/ 2019 al 16 maggio 2022 ed il rinvio dell’entrata in vigore del Titolo II, concernenti le procedure di allerta e la composizione assistita della crisi innanzi all’Organismo di composizione della crisi d’impresa (OCRI), al 31 dicembre 2023.

Ciononostante, il D.L. n. 118/2021 apporta una serie di modifiche alla legge fallimentare con l’anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale previsti dal Codice della crisi intervenendo sulla disciplina del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti.

Lo studio Legale Belforte presta consulenza e assistenza in materia fallimentare in forza dell’esperienza acquisita negli anni in ambito fallimentare e concorsuale in virtù delle numerose collaborazioni con Colleghi e Professionisti del settore. In questa materia la collaborazione ed il coordinamento attraverso l’assistenza congiunta di un Team di Professionisti è ancor più necessaria tenuto conto della multisettorialià in cui si trovano coinvolte le società, al fine di raggiungere i risultati sperati di risanamento.

Lo Studio Legale Belforte ha maturato importanti competenze nel settore fallimentare, anche nella logica di gestione della pre-crisi, prestando consulenza alle imprese, sia nella fase preventiva per l’analisi degli indicatori predittivi e la gestione della impresa per la reversibilità e l’anticipazione dello stato di crisi, con il preciso scopo di evitare una successiva e definitiva insolvenza, sia nella fase contenziosa di ammissione e gestione di una delle procedure concorsuali.

Nel diritto fallimentare fare affidamento su di un legale specializzato in diritto fallimentare è strategico. L’Avvocato Antonella Belforte esercita diversi ruoli a seconda delle necessità del Cliente: difensore del creditore della procedura, difensore del debitore della procedura, difensore del debitore insolvente, difensore della Curatela, oltre che ad avere ottenuto nel 2021 la sua prima nomina a Curatore fallimentare dal Tribunale di Frosinone.

Difensore del creditore della procedura: presta assistenza attraverso il deposito di istanze di fallimento, istanze per l’insinuazione al passivo e nel caso di ex lavoratori dipendenti segue tutto l’iter per consentire l’accesso al fondo di garanzia INPS per il recupero delle ultime mensilità e del TFR.

Difensore del debitore della procedura: valutati i presupposti di fatto e di diritto, assiste imprese e persone fisiche che si trovano ad essere chiamate a rispondere alle eventuali pretese delle Curatele.

Difensore del debitore insolvente: nelle fase prefallimentare al fine di eventualmente scongiurare una definitiva dichiarazione di fallimento.

Difensore della Curatela: l’Avvocato Belforte ha collaborato in numerose procedure concorsuali gestite da altri Colleghi e da Dottori Commercialisti ed è attualmente Legale di diverse procedure fallimentari pendenti per le azioni recuperatorie, revocatorie e di responsabilità verso gli amministratori e per ricorsi in riassunzione di cause interrotte a seguito di dichiarazione di fallimento.

Curatore Fallimentare: l’Avvocato Belforte nel 2021 è stato nominato Curatore di una procedura fallimentare dichiarata dal Tribunale di Frosinone e tutt’ora pendente.